CALL FOR ABSTRACT - Special Issue "Reality Check: What clinical science really tells us about promoting mental health"
CALL FOR ABSTRACT - Special Issue "Reality Check: What clinical science really tells us about promoting mental health"
This special issue "Reality Check: What clinical science really tells us about promoting mental health" aims to provide brief review articles on current developments in clinical psychology and psychotherapy research, presented in such a way that they are interesting and accessible to a wide readership of non-psychologists.
Aims and scope of this special issue
Through social media, mental health has seen a massive increase in media coverage and public attention. On the one hand, educational...
/ AltroSbagliando si impara? Quasi sempre! Fattori psicologici e sociali che influenzano l’apprendimento dall’errore
Parole chiave:
errori / scuola / apprendimento auto-regolato / gestione degli errori / clima di classe
Sbagliando si impara? Quasi sempre! Fattori psicologici e sociali che influenzano l’apprendimento dall’errore
Abstract in italiano
È veramente possibile apprendere dai nostri errori? Alcuni studi supportano l’idea che, sì, l’errore può fungere da trampolino di lancio per l’apprendimento. Affinché ciò avvenga, però, è importante che i processi psicologici che determinano l’apprendimento dall’errore, l’ambiente di apprendimento e le reazioni di chi ci sta intorno siano adattivi, veicolino, cioè, l’idea che l’errore è positivo per l’apprendimento e dovrebbe esserne parte integrante, piuttosto che qualcosa di cui vergognarsi o da nascondere. Il presente contributo punta a fornire una breve panoramica degli studi che si sono interessati a comprendere come studenti e studentesse possano apprendere dagli errori quando sono in classe. A tal proposito, saranno descritti i fattori psicologici e sociali che possono influenzare l’apprendimento dall’errore.
Abstract in inglese
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Ian McEwan: Lezioni
Ian McEwan: Lezioni
Amo molto Ian Mc Ewan fin da quando alla fine degli anni Ottanta restai folgorata da Bambini nel tempo, un libro che torna nella mia memoria come una scoperta lancinante. Non avevo amato i suoi racconti e romanzi precedenti, cupi, claustrofobici, psicologicamente perversi. Ma dopo Bambini nel tempo ho letto tutti i romanzi di questo grande scrittore, mano a mano che uscivano, senza restarne mai delusa, con l’unica eccezione del racconto Lo scarafaggio, che mi è...
/ AltroParadox of Psychedelics: From Mind-Bending to Mind-Mending
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Un’arma in casa. Nadine Gordimer
Un’arma in casa. Nadine Gordimer
Un’arma in casa è stato pubblicato nel 1998, quando secondo Nadine Gordimer, indimenticabile scrittrice sudafricana, premio Nobel per la letteratura nel 1991, con la fine dell’apartheid e la salita al potere di Nelson Mandela, la nuova situazione del suo paese permise finalmente agli scrittori di concedersi il lusso di scrivere libri più intimi e personali. In realtà Un’arma in casa (Godimer, 1998) racconta con sfumature intense e toccanti una vicenda famigliare che non prescinde dal contesto del paese...
/ AltroPrevenzione e politiche pubbliche: costruire la resilienza alla prossima pandemia
Prevenzione e politiche pubbliche: costruire la resilienza alla prossima pandemia
Dio della polvere. Mariapia Veladiano
Dio della polvere. Mariapia Veladiano
A metà settembre è uscito Dio della polvere, l’ottavo romanzo di Mariapia Veladiano, che affronta, con la consueta bravura, il tema del male e della responsabilità, parlando della pedofilia all’interno della Chiesa cattolica (Veladiano, 2025). Con un impianto teatrale, il romanzo è imperniato su una serie di conversazioni – meglio sarebbe dire discussioni - tra una fisioterapista, Chiara, e il vescovo della sua città. Chiara cerca il vescovo per denunciare il silenzio della chiesa sui crimini di pedofilia commessi...
/ AltroSe il Robot è 'Simpatico' e la Stampante 'Capricciosa': Il Fascino dell’Antropomorfismo
Se il Robot è 'Simpatico' e la Stampante 'Capricciosa': Il Fascino dell’Antropomorfismo
Precipizio. Robert Harris
Precipizio. Robert Harris
La Realtà Virtuale Contro i Pregiudizi: Un Nuovo Approccio all’Inclusione
La Realtà Virtuale Contro i Pregiudizi: Un Nuovo Approccio all’Inclusione
This article explores the potential of virtual reality (VR) in reducing intergroup prejudice, a pressing issue in contemporary societies. It examines how VR can provide immersive experiences that promote empathy and understanding between different social groups. Through a review of recent studies, the article highlights the different methods used in VR interventions, including embodiment (experiencing the world from another group’s perspective) and cooperative interactions in virtual spaces. The findings show that while VR can lead to positive attitude changes, particularly when cooperative contact is involved, the impact is complex and context dependent. The article also discusses the secondary transfer effect (STE) of VR-based intergroup contact, where positive interactions with one group can reduce prejudice towards other, non-contacted minority groups. Finally, the article considers the challenges and future directions in VR research, emphasizing the need for carefully designed interventions to ensure lasting and meaningful prejudice reduction.
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