Variabilità della frequenza cardiaca (VFC): come gli atleti olimpici e le atlete olimpiche possono utilizzare la connessione cuore-mente per migliorare le proprie prestazioni

Immaginiamo un top sprinter che si prepara per la finale dei 100 metri alle Olimpiadi. Ha lavorato duramente per questo traguardo, e porta con sé le speranze di tutto il suo paese. Mentre la gara sta per iniziare, però, comincia a sentirsi molto nervoso. La pressione delle aspettative collettive e la vista dei suoi avversari, forti e preparati, gli causano tensione e di conseguenza l’atleta inizia a respirare troppo velocemente e a perdere la calma necessaria per dare il meglio di sé.
Questo è un momento determinante: il modo in cui un/a atleta gestisce lo stress è importante quanto la sua forma fisica ed è qui che entra in gioco la variabilità della frequenza cardiaca (VFC). La VFC non viene usata solo per verificarne il livello di allenamento, ma aiuta anche l’atleta a mantenere calma e concentrazione nei momenti di massima pressione; gli/le fornisce una modalità per comprendere come reagisce allo stress e come gestirlo meglio. Questo articolo, in sintesi, spiega in che modo la VFC può aiutare gli atleti olimpici e le atlete olimpiche a mantenere la calma e dare il meglio di sé quando è davvero importante.
 
Cos’è esattamente la VFC?
 

Per capirlo, dobbiamo prima parlare del nervo vago: è il principale nervo del sistema nervoso parasimpatico, la parte del nostro sistema nervoso che interviene nell’attività di rilassamento. Questo spiega perché il nervo vago sia così centrale nell'aiutare il nostro corpo a rilassarsi. Quando il nervo vago è attivo, è come se premessimo un pulsante di rallentamento per il nostro cuore che, in questo modo, batte più lentamente e varia maggiormente il suo ritmo, massimizzando la differenza di durata dell’intervallo di tempo tra un battito e il successivo facendo così aumentare la VFC. È un po’come se il nervo vago dicesse al cuore: "È ora di rilassarsi", aiutandoci a gestire meglio lo stress. La VFC riguarda il cambiamento nella differenza di durata dell’intervallo di tempo che intercorre tra ogni battito cardiaco e il successivo ed è un modo semplice, sicuro e economico per verificare quanto efficacemente il nostro corpo può gestire lo stress fisico e mentale (Laborde et al., 2017; Mosley & Laborde, 2022). Ci sono molti modi per calcolare la VFC: questo articolo si concentra sull’attività del nervo vago, cruciale per controllare il cuore. Ogni volta che parliamo di VFC in questo articolo intendiamo pertanto l’attività del nervo vago, chiamata anche VFC mediata dal vago.

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