Quando fare ricerca significava produrre cambiamenti

Alcuni anni fa mi è capitato di dover curare per il lettore italiano la traduzione del volume di Aronson (2006) “L’animale sociale”. Durante il lavoro di editing del testo rimasi colpito dalle straordinarie capacità di narratore dell’illustre collega americano il quale riusciva a introdurre il lettore ai temi più complessi e concettualmente più impegnativi con la leggerezza e la familiarità del linguaggio quotidiano.

La relazione tra esseri umani e animali è moralmente complessa. Tale complessità deriva dal nostro comportamento ambivalente nei confronti degli animali ed è esemplificata al meglio nel consumo di carne. Mangiare carne è moralmente problematico perchè contrappone il nostro desiderio di non far del male agli animali con il nostro appetito per le loro carni. Questa tensione-amare gli animali e amare il consumo di carne- rappresenta l’essenza del paradosso legato al consumo di carne.

Cosa vuol dire essere razionali? Detto con parole semplici, essere razionale significa essere ragionevole o sensato, agire cioè in modi che possano essere spiegati e giustificati sulla base di specifiche motivazioni (Mele, 2003). Questa definizione può andar bene per il linguaggio comune, ma non per quello scientifico. Un filosofo potrebbe notare che definire il concetto di razionalità facendo riferimento ad altri termini che virtualmente hanno lo stesso significato non è altro che un esercizio di tautologia.

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Scrivere un editoriale per accattivarsi un pubblico vasto e competente non è impresa facile. Come accattivarsi un pubblico di lettori capaci e avidi di sapere, con in mano solo informazioni noiose sulla storia di una rivista? Come ricercatori, per definizione noi ricerchiamo dettagli minuscoli - ed abbiamo accese discussioni su questi dettagli, per ore. Non ci domandiamo il perchè, è semplicemente la nostra passione. Come gli appassionati di storia considerano i più piccoli dettagli nel corso delle azioni passate, così noi qui ora affrontiamo la breve storia di In-Mind.

“(La donna) diventa un oggetto; si sperimenta come oggetto, scopre con meraviglia questo nuovo aspetto del suo essere: ha la sensazione di sdoppiarsi; invece di coincidere esattamente con se stessa, comincia a esistere fuori di sé”.