Adolescenti oggi: sfide, benessere e risorse
I dati suggeriscono, per la maggior parte della popolazione adolescente incontrata, livelli medio-alti rispetto alle dimensioni del benessere emotivo e psicologico e livelli medi rispetto al benessere sociale, mentre circa un terzo ha presentato livelli bassi su tutte e tre le dimensioni del benessere. Da evidenziare che il benessere sociale è risultato sempre più basso rispetto alle altre due dimensioni. Gli/le adolescenti, quindi, si sentono soddisfatti/e, capaci di pensare e di esprimere opinioni e idee, ma si sentono meno integrati/e e appartenenti alla società ritenendo di non poter fare, al suo interno, qualcosa di importante. Inoltre, i risultati hanno evidenziato altri elementi distintivi: ad esempio, i ragazzi rispetto alle ragazze hanno mostrato livelli maggiori di benessere, rilevando come questa fase possa essere percepita come più critica e sfidante dalle ragazze. Questi dati, in linea con altri recenti studi condotti a livello nazionale (HBSC, 2022; Tintori et al., 2023; Iori et al., 2025; Regione Emilia-Romagna, 2025), suggeriscono l’importanza di tenere conto delle differenze di genere. Non è un caso, infatti, che anche nei focus-group siano state soprattutto le ragazze ad auspicare l’attivazione di punti di ascolto nelle scuole. Questo potrebbe testimoniare “una maggiore consapevolezza delle difficoltà da affrontare nel processo evolutivo unito a una maggiore disponibilità a parlare dei propri problemi e a trovare in sé, con l’aiuto di personale esperto, i punti di maggiore resilienza sui quali costruire il proprio percorso di vita” (Regione Emilia-Romagna, 2025, p. 42). Sono anche emerse differenze rispetto alle fasce di età considerate: gli studenti e le studentesse frequentanti la scuola secondaria di primo grado (12-14 anni) hanno riportato livelli più alti di benessere psicosociale rispetto agli altri due gruppi frequentanti i primi due anni (15-16 anni) e gli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado (17-19 anni). Ciò sembra suggerire che la media e la tarda adolescenza siano fasi che maggiormente mettono in difficoltà nella transizione alla giovinezza.
Cosa contribuisce a rafforzare il benessere?
Il benessere psicosociale in adolescenza non è una meta scontata, ma il risultato dell’interazione tra fattori sia personali sia relazionali, che possono rafforzare le potenzialità delle giovani generazioni e sostenerne lo sviluppo e promuoverne la crescita. Tra le caratteristiche individuali, questo studio si è focalizzato su due dimensioni chiave in questa transizione: il senso di vita e le priorità valoriali, scelte per il loro ruolo cruciale nella costruzione dell’identità personale e nella definizione degli obiettivi di crescita. Per quanto riguarda il senso di vita i dati mostrano differenze legate a genere ed età: i ragazzi e le ragazze più giovani e gli adolescenti maschi tendono a percepire la propria vita come più comprensibile, coerente, intrinsecamente significativa, preziosa e degna di essere vissuta e orientata da chiari obiettivi. I più grandi, invece, mostrano una maggiore ricerca di senso cercando obiettivi che possano motivarli nel loro percorso di crescita. In generale, chi percepisce più chiarezza e consapevolezza del proprio significato di vita riporta anche livelli più elevati di benessere, mentre chi è ancora alla ricerca di una direzione mostra livelli più bassi. Questi risultati confermano l’importanza di rintracciare uno scopo e un senso nei propri eventi vitali (Steger et al., 2006; Zambelli et al., 2024) e si allineano con studi precedenti sul ruolo del senso di vita nel promuovere fiducia in sé e nel futuro (Ho et al., 2010; Kiang & Fuligni, 2010; Krok, 2018; Shek, 2001). Analogamente, i valori rappresentano una risorsa importante. La prospettiva valoriale adottata dagli/lle adolescenti può orientare stili di vita più prosociali o più a rischio (Bardi & Schwartz, 2003; Danioni & Barni, 2019). I dati dello studio mostrano una prevalenza di valori orientati alla relazione con gli altri e all’apertura verso nuove esperienze. Questo sistema valoriale emerge come un fattore che favorisce il benessere psicosociale, poiché sostiene comportamenti e scelte coerenti con una vita soddisfacente e significativa. Una seconda leva riguarda le risorse relazionali, centrali per promuovere il benessere psicosociale durante l’adolescenza. Tra queste si possono distinguere quelle legate al contesto familiare, a quello amicale e a quello scolastico. Dai risultati dello studio emerge che i ragazzi e le ragazze si sentono generalmente più supportati dagli amici che dalla famiglia. Tuttavia, le evidenze mostrano la centralità della "risorsa famiglia" come fattore cruciale, più significativo rispetto al supporto amicale, nella promozione del benessere adolescenziale. In questo senso, i/le giovani non hanno bisogno solo del supporto della famiglia, dunque una vicinanza dal punto di vista emotivo, ma anche che possano contare sulla loro alleanza genitoriale. Questo significa avere genitori capaci di accompagnarli e guidarli in maniera coesa, coerente e rispettosa delle reciproche differenze. Anche la scuola, in quanto rilevante agenzia educativa rappresenta fattore importante per il benessere in adolescenza. I risultati principali dello studio indicano che un clima scolastico supportivo e solidale, capace di accogliere le differenze culturali, favorisce relazioni prosociali tra pari e interazioni basate su fiducia e rispetto con le figure adulte di riferimento e rafforza il benessere e il senso di integrazione degli/lle adolescenti. Non tutti frequentano lo stesso tipo di scuola: questo fa la differenza tra le persone adolescenti? Lo studio evidenzia che il tipo di scuola frequentata può modulare l’esperienza scolastica, influenzando in alcuni casi il grado di supporto percepito e il senso di appartenenza.