Le tecnologie stanno caratterizzando le nostre vite e in particolare stanno influenzando negativamente lo sviluppo psicofisico dei bambini. Le ultime generazioni crescono a stretto contatto con i digital device privilegiando le interazioni con il mondo virtuale e limitando le esperienze reali come quella del gioco libero. Questo cambiamento è dovuto anche dall’uso prolungato e quasi esclusivo che i genitori stessi, o adulti in generale, fanno della tecnologia. Questa abitudine viene trasmessa ai bambini e alle bambine e può impattare su alcuni aspetti del loro benessere. La comunità medica internazionale raccomanda un uso ponderato, specialmente per i bambini in età prescolare, dei device e alcuni studiosi propongono delle strategie che possano aiutare il genitore nella sua funzione educativa.

Le esperienze tecnodeliche sfruttano la realtà virtuale, e altri strumenti audiovisivi, per creare alterazioni della coscienza in alternativa agli stati indotti dalle sostanze psichedeliche classiche. Nonostante il cosiddetto Rinascimento Psichedelico, la ricerca sui potenziali benefici terapeutici di queste sostanze è ancora ostacolata, oltre che dal loro status a livello legislativo, anche per via della stigmatizzazione di cui tali sostanze sono state oggetto nel secolo scorso. La realtà virtuale potrebbe dunque consentire di superare le preoccupazioni legate a queste sostanze chimiche, ottenendo però i medesimi benefici a livello clinico e nel settore della creatività. A questo proposito, nel presente lavoro viene offerta una panoramica sui più recenti tentativi di replicare, attraverso le moderne tecnologie immersive, alcuni effetti tipici degli psichedelici, fra i quali l’induzione di allucinazioni visive, la dissoluzione dell’io ed esperienze fuori dal corpo, discutendo come tali esperienze potrebbero apportare benefici per la salute mentale e il benessere psicologico degli individui.

Il settore culturale e creativo costituisce un importante comparto produttivo in Italia per numero di persone addette e fatturato. Rappresenta inoltre un ambito lavorativo a cui molte persone giovani aspirano. Si tratta tuttavia di un settore caratterizzato da forte disparità di genere: al netto di qualche eccezione la presenza delle donne è limitata. Dopo aver dato qualche dato ad inquadramento del fenomeno in Italia, questo articolo si interroga sui meccanismi psicosociali alla base di questa disparità focalizzandosi sul ruolo degli stereotipi sui generi e le professioni, del talento come prerequisito del successo e delle molestie sessuali e microaggressioni di genere. L’articolo si conclude con una riflessione su cosa fare per un cambiamento di questo stato di cose.

L'articolo si propone di esaminare il ruolo cruciale del self-regulated learning (SRL) o apprendimento auto-regolato nei contesti educativi digitali, concentrandosi sull'apprendimento online e mirando a esplorare come le competenze di SRL possano influenzare il successo degli studenti in ambienti digitali e come questo possa essere applicato e potenziato per migliorare l'apprendimento digitale. L'apprendimento autoregolato assume un ruolo centrale nell'era digitale, dove la tecnologia educativa offre opportunità per un apprendimento personalizzato. Questo articolo esplora l'autoregolazione nell'apprendimento digitale, sottolineando la sua rilevanza per promuovere l'autonomia, la metacognizione e la motivazione. Per impegnarsi nell'apprendimento autoregolato è essenziale andare oltre la mera memorizzazione di nozioni di base. Gli studenti devono partecipare attivamente al processo, esplorare approfonditamente il materiale di studio, adottare una prospettiva critica e sviluppare una comprensione approfondita dei concetti. In questo contesto, l'uso di libri di testo elettronici risulta particolarmente prezioso, integrando elementi interattivi che favoriscono un coinvolgimento attivo e una riflessione critica nel percorso di apprendimento (Galustyan et al., 2018). Le competenze di appredimento autoregolato giocano un ruolo fondamentale anche nell'apprendimento digitale a lungo termine, promuovendo la motivazione, le abilità cognitive e la metacognizione. Gli educatori dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo di queste competenze a tutti i livelli di istruzione, inclusa l'istruzione superiore e l'apprendimento informale (Tankari, 2022). Nel contesto della didattica digitale, Anthonysamy (2022) fornisce un quadro essenziale di strategie di apprendimento autoregolato, nel quale la capacità di autoregolare il proprio processo di apprendimento mostra avere un impatto significativo sull'esperienza di apprendimento online, che ha riflessi sulla capacità di trattenere o conservare le conoscenze acquisite durante l'apprendimento e più in generale sul successo accademico degli studenti. La transizione verso un'istruzione ibrida o online rende cruciale l'abilità di autoregolare l'apprendimento. Gli assistenti digitali come MetaTutor e Amsl (Sceu e Benke 2023; Azvedo et al., 2022) emergono come risorse chiave, in grado di promuovere strategie di apprendimento autoregolato. La regolazione emotiva, comportamentale e contestuale diventa centrale, richiedendo tuttavia, ad oggi, approfondimenti longitudinali. L'integrazione di tecnologie digitali nell'apprendimento autoregolato richiede approcci avanzati, dove supporti tecnologici quali MetaTutor e Amsl si delineano come alleati chiave, offrendo supporto nella strutturazione dell'apprendimento e nel fornire feedback adattivi. Lo scopo principale di questo articolo è quello di esplorare come le competenze di apprendimento autoregolato possano influenzare il successo degli studenti in ambienti digitali e come questo possa essere applicato e potenziato per migliorare l'apprendimento digitale.