Riconoscere i pregiudizi invisibili con la lente intersezionale

Da un lato, gli uomini eterosessuali asiatici rischiano di essere più difficilmente riconosciuti come eterosessuali e di dover ricorrere a comportamenti compensatori per affermare il proprio orientamento sessuale. Dall’altro, questa stereotipizzazione può minare la credibilità delle esperienze degli uomini gay neri, rendendo più difficile il riconoscimento dei loro vissuti di discriminazione o esclusione. Ad esempio, nei percorsi di richiesta d'asilo, agli uomini gay neri potrebbero venir richieste più prove a conferma del loro orientamento sessuale dichiarato (Coladonato et al., 2026). Un altro esempio di invisibilità intersezionale riguarda i cittadini di “seconda generazione”, la cui identità si colloca all’intersezione tra il background migratorio (almeno un genitore nato all'estero) e l’identità nazionale del paese ospitante (il riconoscimento di sé come cittadini di quella nazione). In questo caso, l’invisibilità intersezionale si manifesta nella rappresentazione di queste persone come “non pienamente” appartenenti all’identità nazionale del paese ospitante (Martiniello & Verhaeghe, 2022; Yogeeswaran & Dasgupta, 2010).

 

Cosa fare?

 
Affrontare l'invisibilità intersezionale significa riconoscere e dare voce alle identità specifiche. Per farlo, è necessario interrogarsi sugli stereotipi culturali e promuovere interventi capaci di trasformare come le identità intersezionali vengono rappresentate – o ignorate – nei media, nell'istruzione, nella ricerca e nelle politiche pubbliche.
I media contribuiscono a plasmare gli stereotipi culturali. Mostrare protagonisti, per esempio di serie televisive, con identità intersezionali, come donne nere, uomini anziani omosessuali, contribuisce a restituire visibilità a realtà spesso escluse. Movimenti come #MeToo, Black Lives Matter e SayHerName dimostrano quanto potente sia la visibilità, non solo per denunciare ingiustizie, ma anche per promuovere un cambiamento sociale (e.g., Ronchetti et al., 2018). Campagne educative e materiali didattici possono avere come protagonisti individui con identità multiple subordinate – ad esempio atleti olimpici italiani con origini etniche minoritarie o con background migratorio (almeno un genitore nato all'estero). In questo modo la ‘diversità’ diventa più accessibile nella rappresentazione cognitiva dei connazionali, favorendo una maggiore consapevolezza della diversità del proprio gruppo. Un altro passo fondamentale è raccogliere dati che tengano conto delle esperienze intersezionali. La ricerca che analizza i dati considerando simultaneamente più variabili demografiche – e il modo in cui esse interagiscono e si costruiscono reciprocamente – è fondamentale per evidenziare come le barriere, ad esempio nell’accesso alla sanità, si combinino e incidano su determinati gruppi di persone (e.g., Kapilashrami et al., 2018; Price, 2005).
Infine, è fondamentale promuovere politiche e leggi che riconoscano e affrontino le discriminazioni intersezionali, garantendo tutele a chi spesso rimane invisibile. Ad esempio, la Commissione Europea (e.g., European Commission, 2020, 2025), ha dichiarato di voler raggiungere la parità di genere attraverso strategie che tengano conto non solo del genere, ma anche della sua intersezione con altre caratteristiche identitarie, riconoscendo che da queste intersezioni possono nascere forme specifiche di discriminazione.
 

Glossario

 
Critical Race Theory è un quadro teorico e analitico sviluppato inizialmente negli Stati Uniti negli anni '70 e '80 da studiosi come Derrick Bell, Kimberlé Crenshaw, e altri. Originariamente formulata come una risposta alle insufficienze del diritto civile tradizionale nel trattare le questioni razziali, la CRT si è evoluta in un approccio ampio che esamina come il razzismo sia radicato nelle strutture legali e culturali di una società.  
 
Eteronormatività è un concetto utilizzato per descrivere il modo in cui la prevalenza, le norme sociali e le aspettative fanno assumere che l'eterosessualità sia la preferenza sessuale di default e l'unico orientamento sessuale naturale o normale. Questo concetto implica che le pratiche sociali siano costruite attorno all'idea che le persone siano eterosessuali, e che i ruoli di genere tradizionali (uomo e donna) siano la norma.
 

Bibliografia

 

Bennett, K. C., & Thompson, N. L. (1990). Accelerated aging and male homosexuality: Australian evidence in a continuing debate. Journal of Homosexuality, 20(3–4), 65–75. https://doi.org/10.1300/J082v20n03_04  
 
Berger, R. M. (1982). The unseen minority: Older gays and lesbians. Social Work, 27, 236–242. https://doi.org/10.1093/sw/27.3.236  
 
Carnaghi, A., Rusconi, P., Bianchi, M., Fasoli, F., Coladonato, R., & Hegarty, P. (2022). No country for old gay men: Age and sexuality category intersection renders older gay men invisible.

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