Le persone bisessuali sono spesso ‘invisibili’ nella società e nei media. Questo articolo si propone di analizzare la letteratura relativa alle credenze sulla bisessualità e alla percezione delle persone bisessuali da parte della gente e in relazione alla loro rappresentazione nei media. Nel fare questo analizzeremo il ruolo che tali credenze e rappresentazioni mediatiche hanno nel rinforzare stereotipi negativi e favorire i pregiudizi, ma anche nel determinare effetti negativi sul benessere psicologico delle persone bisessuali.

Perché la nostra immagine corporea è così importante? La risposta è semplice: L’attuale contesto socioculturale è caratterizzato, soprattutto per le giovani donne, da una forte pressione a raggiungere ideali di attraenza e perfezione. Nella società occidentale, i livelli di insoddisfazione corporea sono particolarmente elevati tra le donne, con conseguenze negative per la salute. L’Italia si pone ai primi posti tra i Paesi con più alta richiesta di interventi di chirurgia estetica, non privi di rischio sul piano psicofisico. In linea con il Modello Tripartito di Influenza, i mass media agiscono sull’immagine corporea attraverso l’interiorizzazione degli ideali di bellezza e il confronto sociale relativo all’apparenza. Un crescente corpo di studi ha mostrato che i Social Network (SNs), come Instagram, che veicolano contenuti, quali foto e video, centrati sull’apparenza fisica favoriscono nelle utenti una maggiore accettazione della chirurgia estetica. Interventi di alfabetizzazione all’utilizzo dei social media sono promettenti nel prevenire gli effetti negativi che l’uso dei SNs può avere sull’immagine corporea delle donne.

Il Metaverso, ovvero un mondo virtuale interattivo tridimensionale in cui le persone possono interagire digitalmente, rappresenta la prossima evoluzione del web che faciliterà notevolmente le opportunità di interazione sociale attraverso le tecnologie di Realtà Virtuale. Le persone potranno entrare in contatto con altri individui appartenenti a gruppi sociali differenti, non più attraverso una chat o un post sui social media, ma attraverso un corpo virtuale interattivo. Questo nuovo mondo digitale costituisce indubbiamente una grande opportunità anche per la psicologia sociale, offrendo un ambiente più ricco e articolato delle attuali piattaforme digitali. In questo senso, il metaverso può rappresentare una preziosa opportunità per rendere gli interventi di riduzione del pregiudizio ancora più efficaci. È infatti verosimile che la qualità delle interazioni sociali che avvengono in un mondo digitale tridimensionale – sia positive che negative - possa essere trasferita anche alle relazioni sociali nel mondo reale. Partendo da queste considerazioni, il presente lavoro offre una panoramica sui processi cognitivi e sui processi sociali che caratterizzano le esperienze virtuali, cercando di estendere la cornice teorica del Proteus Effect - ovvero il trasferimento delle caratteristiche del proprio avatar alla persona - da una dimensione strettamente individuale, ad una cornice integrata che consideri anche il sé sociale. La costruzione di un universo virtuale condiviso è ancora agli inizi, ed è quindi necessario che ricercatori e sviluppatori si concentrino sulla riduzione delle possibili conseguenze negative, ma anche, e soprattutto, sulle opportunità offerte dal metaverso per promuovere cambiamenti positivi a livello sociale.