"Ci perdiamo o ci perdoniamo?". Un libro di Camillo Regalia

Perdono. Perdonare l’altro. Perdonare il proprio partner….

Nell’introduzione al testo Ci perdiamo o ci perdoniamo? Camillo Regalia sottolinea come “una certa cautela, se non imbarazzo o anche fastidio” siano le sensazioni che, di solito, nascono quando tali parole vengono pronunciate all’interno dei contesti interpersonali. In buona parte i fattori alla base di tali reazioni trovano origine nelle rappresentazioni culturali che collegano fortemente il perdono ad aspetti religiosi propri del messaggio cristiano. Così, a seconda dei propri valori e convinzioni, parlare di perdono può suscitare un certo interesse e curiosità oppure favorire l’attivazione di meccanismi di evitamento o svalutazione. A partire dal suo sfidante e suggestivo titolo, il testo sembra invece voler smuovere il lettore di fronte all’incontro/scontro con la parola perdono. Attraverso l’esposizione narrativa ideata dall’Autore, il lettore viene condotto verso la possibilità di un cambiamento nella modalità di avvicinamento al tema del perdono. Con un linguaggio chiaro e vivace, Camillo Regalia condivide con il lettore i risultati delle ricerche scientifiche sul perdono fornendo dei binari differenti entro cui inserirlo, binari che suggeriscono la possibilità di liberare il perdono da una visione intimistica in cui è spesso relegato, facendo intuire come esso sia da considerarsi a tutti gli effetti un costrutto psicologico ovvero un processo osservabile, descrivibile e misurabile, un oggetto di studio all’interno del panorama scientifico internazionale. Panorama scientifico che ha dato una definizione al costrutto, ha mostrato i suoi esiti e le variabili che lo determinano, quelli che nel testo Camillo Regalia definisce come effetti ed ingredienti del perdono quali la gravità dell’offesa, la qualità della relazione di coppia o le caratteristiche legate all’offensore. Esplorando il perdono all’interno della relazione di coppia, l’Autore condivide con il lettore come la ricerca abbia mostrato che, a fronte di un evento offensivo e fonte di sofferenza all’interno della coppia, il perdono sia una strategia di coping che, qualora attuata, comporta per il partner vittima maggiori effetti benefici sul suo benessere fisico, psicologico e relazionale rispetto ad altre strategie di coping. Mostra chiaramente come non tutti i processi di superamento delle emozioni negative verso l’offensore possono essere considerati perdono: ci sono infatti forme di falso perdono e il perdono non è ascrivibile ad un processo di rimozione o negazione ma ad un processo di rielaborazione dell’offesa ricevuta, un percorso in tal senso tutt’altro che semplice.Allo stesso tempo nel testo vengono anche messi in evidenza i lati oscuri del perdono, qualora esso venga attuato come strategia di coping all’interno di relazioni di coppia asimmetriche, come ad esempio quelle caratterizzate dalla presenza di violenza.

Ci perdiamo o ci perdoniamo? è un in definitiva un agile libro sul tema del perdono, in cui l’utilizzo di ben noti stratagemmi narrativi – quali il riferimento a opere letterarie, cinematografiche, a episodi della vita sociale- coinvolge il lettore e lo porta a confrontarsi in modo spontaneo con la ricchezza e la complessità del tema affrontato.

 

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