Metaverso e mondi virtuali, quali prospettive di ricerca e di intervento in ambito psicosociale?
Il Metaverso, ovvero un mondo virtuale interattivo tridimensionale in cui le persone possono interagire digitalmente, rappresenta la prossima evoluzione del web che faciliterà notevolmente le opportunità di interazione sociale attraverso le tecnologie di Realtà Virtuale. Le persone potranno entrare in contatto con altri individui appartenenti a gruppi sociali differenti, non più attraverso una chat o un post sui social media, ma attraverso un corpo virtuale interattivo. Questo nuovo mondo digitale costituisce indubbiamente una grande opportunità anche per la psicologia sociale, offrendo un ambiente più ricco e articolato delle attuali piattaforme digitali. In questo senso, il metaverso può rappresentare una preziosa opportunità per rendere gli interventi di riduzione del pregiudizio ancora più efficaci. È infatti verosimile che la qualità delle interazioni sociali che avvengono in un mondo digitale tridimensionale – sia positive che negative - possa essere trasferita anche alle relazioni sociali nel mondo reale. Partendo da queste considerazioni, il presente lavoro offre una panoramica sui processi cognitivi e sui processi sociali che caratterizzano le esperienze virtuali, cercando di estendere la cornice teorica del Proteus Effect - ovvero il trasferimento delle caratteristiche del proprio avatar alla persona - da una dimensione strettamente individuale, ad una cornice integrata che consideri anche il sé sociale. La costruzione di un universo virtuale condiviso è ancora agli inizi, ed è quindi necessario che ricercatori e sviluppatori si concentrino sulla riduzione delle possibili conseguenze negative, ma anche, e soprattutto, sulle opportunità offerte dal metaverso per promuovere cambiamenti positivi a livello sociale.